Privalia solidale

Tra donazioni aziendali e private, abbiamo già raccolto oltre mezzo milione di euro, a favore dell'educazione e lo sviluppo dell'infanzia. Per questo, vorremmo ringraziare le persone che ci hanno appoggiato e che continuano a farlo ogni giorno.
Collaboriamo per promuovere l'EDUCAZIONE con l'UNICEF e le organizzazioni locali, con l'obiettivo di difendere il diritto delle bambine e dei bambini ad una educazione di qualità. Riteniamo che credere nella loro formazione sia investire in un futuro solido e consolidato. I bambini di oggi hanno diritti e sono gli adulti del domani.
Il nostro valore più importante, come azienda, è "Siamo brave persone". Da qui nasce il nostro impegno nei progetti solidali, ci siamo focalizzati nella Educazione dell'infanzia. Questo è il nostro modo di responsabilizzarci nei confronti della società.
Doniamo l'1% delle vendite della sezione Baby&Kids*

Doniamo l'1% delle vendite della sezione Baby&Kids*

La donazione verrà destinata a 4 progetti a favore dell'educazione dell'infanzia nei paesi in cui operiamo.

Collaboriamo raccogliendo fondi online in campagne a favore dell'educazione e in casi di emergenza

Collaboriamo raccogliendo fondi online in campagne a favore dell'educazione e in casi di emergenza

Aiutiamo l'UNICEF nell'organizzazione di almeno 3 campagne di fundraising all'anno proposte ai nostri clienti.

Organizziamo eventi di sensibilizzazione e di cooperazione

Organizziamo eventi di sensibilizzazione e di cooperazione

Portiamo in strada la solidarietà con eventi per i nostri clienti e i nostri marchi, invitandoli ad unirsi alla nostra causa.

*Privalia collabora con l'UNICEF donando l'1% di tutte le vendite nette della sezione Baby&Kids, ad eccezione dei sostituti dell'allattamento materno e altri prodotti correlati.

Future for Children

"Future for children" è il progetto solidale di Privalia a favore della EDUCAZIONE E DELLO SVILUPPO DELL'INFANZIA. Collaboriamo con varie organizzazioni, tra le quali spicca l'UNICEF a livello internazionale. Il nostro obiettivo è difendere i diritti fondamentali dei bambini e delle bambine, e più in concreto il diritto all'educazione. Credere nella loro formazione è come credere in un futuro solido e consolidato. I bambini di oggi hanno diritti e sono gli adulti del domani.
  • Future for Children
  • Future for Children
  • Future for Children
  • Doniamo l'1% delle vendite della sezione Baby&Kids*

    Spagna

    Contribuiamo nella diffusione dei Diritti dell'Infanzia in oltre 2.000 centri educativi in tutta la Spagna, attraverso materiale didattico specifico e partecipativo.

  • Doniamo l'1% delle vendite della sezione Baby&Kids*

    Italia

    Collaboriamo alla realizzazione di un progetto chiamato "Albero dei diritti", uno strumento che farà conoscere a oltre 50.000 alunni i Diritti dell'Infanzia e la loro importanza, all'interno del programma scolastico.

  • Doniamo l'1% delle vendite della sezione Baby&Kids*

    Brasile

    Più di 1.5 milioni di adolescenti in Brasile non frequentano la scuola, per questo aiutiamo nel rientro alla scolarizzazione di almeno 3.000 adolescenti che si trovano nei collettivi più vulnerabili del Brasile, avendo abbandonato la scuola a causa delle loro condizioni sociali.

  • Doniamo l'1% delle vendite della sezione Baby&Kids*

    Messico

    I bambini indigeni hanno peggiori risultati educativi e abbandonano la scuola, vedendosi obbligati ad imparare una lingua che non capiscono. Per migliorare la qualità dell'educazione dei bambini indigeni in Messico, Privalia collabora nella formazione di 1.600 professori che possano insegnare a leggere e a scrivere nelle lingue locali dei bambini.

Grazie alla nostra collaborazione con l'UNICEF riusciremo a diffondere i diritti dell'infanzia. Lidia in Messico e Messias in Brasile sono solamente due esempi del futuro pieno di speranze che molti bambini e bambine potranno vivere, se riceveranno l'aiuto necessario.

Storie di vita

Grazie alla nostra collaborazione con l'UNICEF riusciremo a diffondere i diritti dell'infanzia. Lidia in Messico e Messias in Brasile sono solamente due esempi del futuro pieno di speranze che molti bambini e bambine potranno vivere, se ricevono l'aiuto necessario.

"Io da grande vorrei fare la maestra, come il mio papá"

Lidia, con i suoi dieci anni e una voglia tremenda di studiare, va alla scuola di Loop-Xul, nel municipio di Tinum, per ricevere istruzione in spagnolo.A differenza di Lidia, molti bambini non conoscono lo spagnolo, questo rende difficile che possano accedere a una educazione di qualità e svilupparsi pienamente. In molti casi, i bambini e le bambine finiscono per abbandonare la scuola. Grazie all'iniziativa che UNICEF ha messo in moto per l'educazione agli indigeni, in 18.000 scuole rurali, i bambini e le bambine riceveranno istruzione nella loro lingua materna come prima cosa. I professori e gli educatori introdurranno gradualmente la lingua spagnola, assicurandosi così che possano terminare il ciclo scolare sapendo leggere e scrivere. Speriamo che, come Lidia, molti altri bambini possano accedere all'educazione nella loro lingua materna in Messico e realizzare così i loro sogni.

"Io voglio studiare tanto, per poter diventare un poliziotto"

Nonostante sia già a un buon punto nell'educazione elementare, Messias con i suoi 12 anni ha difficoltà a leggere e scrivere. Ottenere un posto nella scuola non è stato un compito facile per la sua bisnonna Doña Flor. Lei stessa dovette abbandonare la scuola per lavorare e mantenere la propria famiglia e assicura convinta che: "I bambini devono studiare, se vogliono crescere". In Brasile, oltre 3.6 milioni di bambini e adolescenti non frequentano la scuola. Tra di loro, i giovani da 15 a 17 anni e, in concreto, i discendenti afro, sono i più coinvolti da questa problematica. Nonostante le levatacce e le grandi camminate che deve fare Messias per arrivare a scuola, si assenta solamente per accompagnare la nonna dal medico. Studiare portoghese, matematica e divertirsi nelle lezioni di educazione fisica è qualcosa per cui vale la pena. Per questo l'UNICEF lavora per mobilitare 3.000 adolescenti e 200 direttori didattici affinché partecipino, riflettano e discutano su nuovi programmi sociali che permettano ai giovani di recuperare i loro studi e così anche il loro diritto all'educazione.